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Le tappe dell'amore

di Bianca Crespi

StampaItaliana La passione ha le sue fasi: affidarsi a un calendario dei sentimenti sarebbe un controsenso (le emozioni sfuggono alle codificazioni), ma gli studi in materia possono dare indicazioni sugli snodi più delicati. Ecco dunque l’evoluzione di un "amore statistico" raccontata dallo psicologo-attore Paolo Vergnani

 

«Diverse ricerche indicano che le fasi, in amore, sono tre», spiega spiega Paolo Vergnani, psicologo-attore di Bologna (www.teatrodimpresa.it).

«La prima è quella dell’innamoramento: dura circa sei mesi, è caratterizzata da elevati picchi ormonali - soprattutto sessuali - e scatena euforia, desiderio, pensiero fisso. E una forte idealizzazione dell’altro». In realtà, non si è esattamente innamorati di quella persona, ma appunto della sua immagine ideale. «Questa condizione è destinata a interrompersi bruscamente, quasi da un giorno all’altro: quando all’improvviso si guarda il partner con un po’ di distacco, magari riconoscendogli un primo difetto o provando un senso d’estraneità. Significa che il flusso degli ormoni sessuali sta cominciando a rallentare». Niente panico: chi al termine di questa fase si ritrova ancora in coppia è destinato ad altri appagamenti.

«La seconda fase è quella dell’amore, che si completa entro 24-30 mesi», riprende Paolo Vergnani. «Si tratta dell’amore maturo, che prevede il riconoscimento e l’accettazione dell’altro e che determina uno stato di benessere».

E dopo due anni, due anni e mezzo, cosa succede?

«O ci si lascia - e non a caso qui si registra il picco massimo di separazioni - o si entra nella terza fase, quella dell’attaccamento, che può durare anche 10-15 anni: il rapporto procede su binari piacevoli, consolidati, rassicuranti».

Ma come, tutto qui?

«Sì, anche se esistono (poche) splendide coppie longeve a smentire ogni teoria. Di solito si tratta di persone capaci di coltivare lo stupore, che non arrivano mai a considerare il partner una presenza, e una persona, scontata».

 

(La Repubblica, Psicologia omeopatica, 15 aprile 2010)

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