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Crisi Grecia, sì Parlamento all'austerity ancora scontri ad Atene, oltre 300 feriti

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Piano da 28,4 miliardi di tagli e 50 miliardi da privatizzazioni

La Ue: importante passo avanti verso la salvezza

ROMA - Nuovi scontri ad Atene nel secondo giorno dello sciopero generale proclamato mentre il Parlamento si apprestava a votare le misure di austerity chieste dall'Europa. La polizia ha sparato lacrimogeni contro i manifestanti, respingendo davanti all'hotel Hilton un gruppo di 400 persone che si dirigeva verso piazza Syntagma.

Ieri gli scontri erano andati avanti fino a tarda notte, con un bilancio di 270 civili e 37 agenti feriti, mentre i fermi sono stati 22 e gli arresti 15.

Il nuovo piano economico è stato approvato nel pomeriggio con 155 voti a favore, 138 contrari e cinque astenuti (i parlamentari in questione si sono soltanto dichiarati «presenti» alla votazione ma non hanno votato). I votanti erano 298. Ultimato il conteggio dei voti, il premier del partito socialista Pasok Giorgio Papandreou ha espulso dal partito il deputato Panayiotis Kouroumplis perchè ha votato contro il piano economico.

Il piano di austerity prevede risparmi per 28,4 miliardi di euro e privatizzazioni per portare 50 miliardi nelle casse dello Stato entro il 2015.

Il voto espresso oggi dal Parlamento di Atene è un «importante passo avanti» verso la salvezza. Ma per completare l'opera serve che il Parlamento approvi domani anche le misure destinate a realizzare il programma di risanamento. Lo hanno detto il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso e il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy.

(Il Messaggero, 29/6/2011)

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