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Bosnia, la situazione dei randagi è fuori controllo

Solo a Sarajevo si contanoStampaItaliana

circa 3-4 attacchi

al giorno a persone

I cani randagi a Sarajevo, e in tutta la Bosnia, stanno diventando una minaccia sempre più grave: negli ultimi tre anni, da quando è stata approvata la legge sul benessere degli animali, il numero dei cani randagi è aumentato a dismisura e i servizi medici hanno registrato, solo nella capitale bosniaca, 1.735 aggressioni alle persone. 

Lo scrive oggi il quotidiano “Dnevni avaz” citando la direttrice del Pronto soccorso locale, Sena Softic-Taljanovic, secondo la quale sulle strade cittadine avvengono 3-4 attacchi al giorno e nelle prime tre settimane di quest’anno 45 persone si sono rivolte ai medici per le ferite riportate. Altrettanto gravi, ha detto la dottoressa, sono i traumi, di cui le persone attaccate, soprattutto i bambini, non si liberano praticamente mai. 

Il giornale critica le autorità che non si occupano del problema e sottolinea che nel 2012 sono stati registrati attacchi a 745 persone, il 30 per cento in più rispetto all’anno precedente. 

Secondo le stime della fondazione britannica “Dogs trust”, per le strade della capitale bosniaca vagano oltre 11.000 randagi. Il problema si è aggravato dopo che la legge sul benessere degli animali approvata nel 2009 ha vietato l’eutanasia per i randagi, imponendo alle comunità locali la costruzione di rifugi per i cani. La maggior parte dei comuni bosniaci, però, non ha potuto costruire tali rifugi per mancanza di fondi. Quello costruito a Sarajevo, che può ospitare non più di 500 cani, è insufficiente e il programma di sterilizzazione dei randagi portato avanti dai veterinari bosniaci e dalla “Dogs trust” non ha ancora potuto produrre effetti significativi. 

LA STAMPA (La Zampa, 24/1/2013)

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